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RIDUZIONE IMBALLAGGI E PUBBLICITA’

Azione 2 - Imballaggi e pubblicità
Le diverse produzioni di rifiuti sono strettamente legate ai sistemi di distribuzione commerciale dei beni. Tenuto conto dell’ampiezza dei campi analizzati dai partner francesi e italiani, si tratterà di concentrare l’azione su 3 ambiti specifici. Così, nel quadro di questa azione ci si concentrerà sul tema della riduzione dei rifiuti originati:

 

FORMAT GRAFICO AZIONE 4: Riduzione imballaggi e pubblicità

Riduzione imballaggi e pubblicità

 

AZIONE 4.1 – Riduzione della diffusione della pubblicità nelle cassette postali

Il materiale pubblicitario distribuito nelle cassette postali di famiglie e imprese è quantificabile in circa 40 kg/famiglia all’anno. Oltre lo spreco di carta che originano, se veicolati con il servizio postale, appesantiscono il servizio pubblico di distribuzione della posta.

In relazione a questa tematica gli obiettivi sono molteplici:

  • Valutare la possibilità di concertare modalità di rispetto dell’eventuale desiderio di fasce di utenti di non ricevere tale pubblicità;
  • Ricercare esempi europei di buone pratiche in materia di riduzione della diffusione della pubblicità nelle cassette delle lettere
  • Organizzare una concertazione sui territori dei partner del progetto che permetta di redigere una carta di buona condotta che coinvolga l’insieme delle parti coinvolte (committenti del materiale pubblicitario, collettività, rappresentanti dei consumatori)

 

AZIONE 4.2 – Riduzione degli shopper (sacchi a perdere per la spesa)

Nell'ambito più generale dell'esigenza di ridurre e razionalizzare gli imballaggi, al fine di prevenire la relativa produzione di rifiuti, un posto di primo piano lo occupano le politiche tese a limitare o bandire del tutto l'uso di sacchetti in plastica per la spesa (“shopper”).
Essi rappresentano una fonte “planetaria” di inquinamento, sia sull'elemento suolo, sia sull'elemento acqua. Le azioni individuate dall'Unione Europea stabiliscono il bando dei sacchetti in plastica nei prossimi anni, .
In Italia la norma dell’art 1108 della Legge Finanziaria 2007 prescrive il definitivo divieto, a partire dall’1/1/2010 della commercializzazione di sacchi non biodegradabili. I criteri saranno stabiliti a livello europeo. In Francia (15 miliardi di sacchetti per 85.000 tonnellate all'anno) una legge votata dall'Assemblea Nazionale nel dicembre 2005 fissa al 2010 la data nella quale tutti i sacchi in plastica devono essere vietati. Un emendamento voluto dal mondo agricolo promuove la ricerca sui materiali biodegradabili.

Il progetto, attraverso lo scambio di esperienze e l'analisi delle buone pratiche si pone i seguente obiettivi:

  • individuazione dei meccanismi di applicazione concertata dell'eliminazione dei sacchetti in plastica, anche prima del relativo divieto o in caso di eventuali posticipazioni di tale tale divieto ;
  • definizione di possibili strategie di comunicazione da attuare in parallelo all'applicazione del divieto;
  • suggerimenti per le politiche da attuare a livello regionale ed, eventualmente, locale.

 

AZIONE 4.3: PROMOZIONE DELLA VENDITA DI PRODOTTI SFUSI

Gli imballaggi svolgono un ruolo importante nella protezione dei beni trasportati e immessi nei circuiti di distribuzione anche in riferimento ad un'altra funzione, quella di comunicazione e immagine, portando anche a frequenti fenomeni di sproporzione tra dimensione e peso dell'imballaggio rispetto al contenuto.
Una risposta a questo problema è la diffusione dell'acquisto di prodotti sfusi. Le possibilità  concrete dipendono da due fattori: le abitudini di acquisto dei consumatori e le modalità di vendita.
In generale, anche per l'effettiva possibilità da parte dei consumatori di ottenere risparmi, si sta assistendo ad un graduale aumento “spontaneo” dell'offerta di prodotti sfusi, anche da parte della GDO. Esistono inoltre progetti promossi da Regioni ed Enti Locali.
Il progetto, attraverso lo scambio di esperienze e la diffusione di nuove iniziative intende:

  • riassumere le iniziative già attuate sui territori interessati di vendita di prodotti sfusi, quantificarne gli effetti, verificare modelli di intervento “scambiabili”, tenendo conto che nella realtà territoriale dei partner francesi la presenza della GDO è limitata
  • identificare nuove iniziative da attivare o iniziative da rafforzare
  • attivare nuove iniziative e/o rafforzare iniziative esistenti e quindi incrementare la prevenzione della produzione di rifiuti
  • sensibilizzare sul tema della riduzione dei rifiuti.
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