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RIDUZIONE DEI RIFIUTI ALIMENTARI

La quantità di rifiuti alimentari originati dalla ristorazione scolastica e/o dalla grande distribuzione costituisce una parte molto rilevante del totale dei rifiuti raccolti e trattati dai partner francesi e italiani del progetto. Così, nel quadro di questa azione si tratterà di attuare delle operazioni di riduzione dei rifiuti alimentari presso le strutture di produzione individuate, attraverso:
- valorizzazione di alimenti destinati ad essere gettati (applicazione della c.d. Legge del Buon Samaritano – azione 5.1)
- sensibilizzazione presso le mense scolastiche (azione 5.2)
FORMAT GRAFICO AZIONE 5: Riduzione dei rifiuti alimentari

AZIONE 5.1: VALORIZZAZIONE DEGLI ALIMENTI DESTINATI A DIVENTARE RIFIUTO
Si stima in 5-10 g/pasto (3-5% del totale dei rifiuti originati) l’incidenza di pane e frutta avanzati.
I circuiti di distribuzione e somministrazione degli alimenti originano consistenti flussi di rifiuti costituiti da beni ancora utilizzabili: basti pensare ai prodotti eliminati dagli scaffali dai supermercati prima della scadenza, agli alimenti cucinati ma non somministrati nelle mense, ai prodotti ortofrutticoli che dai centri agroalimentari non vengono immessi al commercio in dettaglio ecc.
L’entrata in vigore in Italia della Legge 155/03, cosiddetta “del Buon Samaritano, permette a tutte le organizzazioni riconosciute come ONLUS di recuperare gli alimenti ad alta deperibilità (cibo cotto, alimenti freschi ecc.) rimasti invenduti nel circuito della ristorazione organizzata (mense aziendali, scolastiche ecc.) e della GDO per distribuirli ai bisognosi.
Tale iniziativa è volta non solo a ridurre drasticamente le quantità di prodotti alimentari da smaltire o da avviare al recupero tramite compostaggio ma anche a creare un canale di collaborazione di notevole valenza sociale contrastando la cultura dello spreco, dell’usa e getta..
Il progetto, attraverso lo scambio di esperienze e la diffusione di nuove iniziative intende:
- migliorare la conoscenza sulle metodologie di intervento nelle fasi di analisi dei bisogni, ricerca degli attori, attuazione operativa e comunicazione correlata,
- attivare nuove iniziative e quindi incrementare la prevenzione della produzione di rifiuti,
- contrastare la cultura dello spreco.
AZIONE 5.2: SENSIBILIZZAZIONE PRESSO LE MENSE SCOLASTICHE
In Francia, 1 miliardo di pasti all’anno sono consumati in mense scolastiche e universitarie. La produzione di rifiuti alimentari che ne deriva (in media di 200 g/pasto) è di circa 200.000 t/anno,
- Tenendo conto della missione di educazione di queste strutture, la ristorazione scolastica rappresenta un contesto privilegiato per facilitare l'assimilazione di nuovi comportamenti più rispettosi dell'ambiente e più solidali.
In Italia, la situazione è sostanzialmente identica ad eccezione delle modalità di distribuzione dei pasti. Infatti questi sono spesso serviti in stoviglie monouso, cosa che genera una quantità tanto più rilevante di rifiuti. Inoltre, l'impiego di queste stoviglie monouso non è omogenea sui territori e dipende fortemente dalle imprese che gestiscono e dalle amministrazioni che affidano questi servizi.
A partire dalla ricerca e dall'analisi di vari esempi di buone pratiche nella ristorazione scolastica in Europa gli obiettivi posti in essere per questa azione sono:
- determinare in una guida di buona pratica le condizioni di una gestione ottimale della ristorazione collettiva nell'ambiente scolastico. Quest'ultima dovrà preoccuparsi di rispondere alle problematiche legate tanto alla gestione dei rifiuti a monte della catena di distribuzione dei pasti quanto alla prevenzione dello spreco da parte degli utenti di questo servizio.
- determinare la validità dei modelli immaginati, sotto le loro varie dimensioni: sociale, ambientale ed economica.










